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Beyond the Transaction: Every Transaction Has a Story
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Una società senza contante è una società più giusta

Una maggiore trasparenza è la chiave per combattere le frodi fiscali e il fenomeno dell’economia sommersa, scrive Jason Lane, Group Executive, European Market Development di Mastercard.

Ogni anno, i governi nazionali europei perdono miliardi di euro di gettito fiscale, che vanno ad incidere direttamente sugli investimenti pubblici nel settore scolastico, sanitario, delle infrastrutture ed altri settori.

Lo studio annuale VAT Gap, pubblicato recentemente dalla Commissione Europea, indica che negli ultimi anni la situazione non è migliorata e dimostra una tendenza allarmante. Nel 2014, l’Unione Europea ha perso oltre 160 miliardi di euro.Questo sottolinea che un efficace sistema fiscale è fondamentale per rendere il sistema di riscossione delle tasse dei cittadini più equoe per garantire entrate tributarie ai governi.

L’Unione Europea e i governi nazionali stanno intensificando i loro sforzi per combattere l’evasione fiscale. Eppure, si può lavorare di più per affrontare il problema dell’economia sommersa. Sebbene questo fenomeno abbia diverse sfaccettature, la parte più significativa è costituita da consumatori che fanno regolarmente acquisti presso esercenti che non registrano queste transazioni e di conseguenza non pagano le tasse (questo fenomeno prende il nome di economia sommersa passiva).

I livelli di economia sommersa variano sensibilmente in tutta Europa, registrando un tasso particolarmente elevato nell’Europa Centrale ed Orientale. In un recente studio condotto da EY e commissionato da Mastercard, l’economia sommersa passiva è stimata tra il 9% e il 21% del PIL nei paesi dell’Europa Centrale ed Orientale[1]. EY ha anche calcolato che, a causa di questo fenomeno, il governo della Slovacchia, nel 2014, ha perso una parte consistente del gettito erariale pari a circa il 2,7% del PIL e la Polonia circa il 2%.

 

I pagamenti elettronici come soluzione contro l’economia sommersa

I pagamenti in contanti facilitano l’economia sommersa e costituiscono una delle cause principali di evasione fiscale. Le transazioni in contanti, infatti, non sono tracciabili ed è più semplice tenerle nascoste alle autorità finanziarie.

La soluzione? Evitare il contante e passare a forme di pagamento elettroniche.

I politici sono sempre più consapevoli dei vantaggi di frenare il flusso di contanti. La deputata olandese Cora Van Nieuwenhuizen recentemente ha dichiarato “Il numero di transazioni finanziarie sconosciute al fisco deve diminuire drasticamente ed esiste un modo concreto per far sì che questo accada: agevolare e promuovere i pagamenti elettronici. Uno dei numerosi vantaggi dei pagamenti elettronici è proprio quello che sono tracciabili ed esiste una prova della transazione.”

Tuttavia, la realtà è che il passaggio dai pagamenti in contanti ai pagamenti elettronici sta avvenendo lentamente. Sta di fatto che i governi che hanno adottato misure per facilitare l’uso dei pagamenti elettronici hanno registrato un aumento di entrate fiscali. Secondo quanto riportato da EY, raddoppiando il valore dei pagamenti elettronici si potrebbe arrivare ad una riduzione dell’economia sommersa fino al 3,7% del PIL e ad un aumento dei ricavi del governo fino al 0,8% del PIL.

Arrivare ad una società senza contanti è un processo graduale, che richiede misure politiche equilibrate, derivanti dalla combinazione di incentivi ed obblighi.

Innanzi tutto, è essenziale sviluppare infrastrutture per il pagamento.
Ad esempio, per sostenere l’accessibilità e la modernizzazione delle infrastrutture adibite ai pagamenti nelle zone rurali, il governo rumeno ha adottato un disegno di legge che regola il cash-back nei punti vendita e obbliga i commercianti ad installare un terminale aldilà di una certa soglia di fatturato.

Gli esercenti rappresentano, tuttavia, solo una parte della storia; i governi gestiscono milioni di pagamenti ogni giorno, sotto forma di tasse, fatture, e altri metodi. Promuovere l’accettazione dei governi è quindi fondamentale.

In Italia, milioni di cittadini possono pagare le tasse e le bollette più velocemente e più facilmente perché il governo ha abilitato i pagamenti elettronici in circa 70.000 nuove sedi e oltre 100.000 punti vendita a livello nazionale.

Una volta creata l’infrastruttura, diventa altrettanto importante modificare il comportamento di consumatori ed esercenti. Esempi di questo tipo sono state le recenti campagne lanciate in Romania, Bulgaria e Croazia per far leva sulle lotterie per promuovere l’utilizzo della carta.

Ci sono molti altri esempi concreti che i governi possono seguire per combattere l’economia sommersa e costruire un sistema di riscossione delle imposte più sostenibile e trasparente. Come mostrato in precedenza, la totalità della catena del valore dei pagamenti deve essere presa in considerazione e in questo senso le misure da adottare dovrebbero variare rafforzando le infrastrutture per i pagamenti, incoraggiando i commercianti e i governi ad adottare metodi di pagamento elettronici ed incentivando l’utilizzo dei consumatori.

Sebbene i risultati dello studio VAT Gap della Commissione Europea ci ricordino quanto sia importante la lotta contro l’evasione fiscale, esistono buoni esempi in Europa che dimostrano che i politici possono fare la differenza adottando le giuste soluzioni.

[1] Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Polonia, Serbia, Slovacchia e Slovenia.