Mastercard pronta a promuovere la diffusione delle carte di pagamento che consentono di riflettere la reale identità, per supportare la comunità transgender e di genere non binario

 

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Milano, 10 luglio 2020 – Mastercard è lieta di annunciare il proprio impegno per la diffusione delle carte True Namein tutta Europa entro la fine del 2020, con l’obiettivo di consentire alle persone di indicare sulla carta di pagamento il nome che più risponde alla loro identità.

Questo è un problema estremamente diffuso in tutto il mondo, in quanto l’identità presente sulle carte di pagamento non rispecchia, per molte persone, chi sono veramente. Infatti, per le comunità transgender e di genere non binario il nome attraverso il quale vengono identificate sulla carta di pagamento può essere spesso fonte di disagio e vulnerabilità complicata dal fatto che la possibilità di cambiare il nome dell’intestatario implica un lungo e tortuoso percorso legale. True Name™ di Mastercard nasce quindi per permettere alle persone di migliorare la propria esperienza quando fanno acquisti, permettendogli di mostrare il loro nome identificativo sulla loro carta.

Sulla scia del successo riscosso dal lancio della carta lo scorso anno negli Stati Uniti, Mastercard conferma ancora una volta il suo impegno nel favorire la diffusione della carta True Name™ nel maggior numero di paesi europei entro la fine del 2020. Inoltre, Mastercard si appella a tutti i player del settore dei pagamenti affinché possano anche loro diventare sostenitori di questa iniziativa a supporto della comunità LGBTQ+.

Mark Barnett, President Mastercard Europe, ha dichiarato: “I nostri nomi ci definiscono e ciò nonostante, milioni di persone appartenenti alla comunità LGBTQ+ non hanno la possibilità di riflettere la loro identità nelle loro carte di pagamento. In quanto sostenitori della comunità LGBTQ+, abbiamo l’opportunità di dare vita ad un cambiamento reale e significativo. Pertanto, desideriamo invitare i nostri partner ad unirsi a noi con l’obiettivo di ampliare la diffusione della carta True Name™ in un numero sempre maggiore di paesi europei, così da facilitare i membri della comunità LGBTQ+ nell’utilizzare la loro vera identità in modo semplice e sicuro e, soprattutto, con orgoglio”.

Nel dettaglio, True Name™ non presenta vincoli regolamentari diversi da quelli tipicamente legati alle carte di credito, rendendo semplice l’integrazione con Mastercard. Accessibilità e implementazione sono infatti di vitale importanza per la comunità LGBTQ+; quasi un terzo (32%) degli individui che hanno mostrato documenti d’identità con un nome o un sesso che non corrispondono a quanto è possibile constatare visivamente hanno vissuto esperienze negative, come ad esempio la negazione di servizi o, nel peggiore dei casi, molestie. Sono questi i motivi che hanno spinto molti individui transgender e di genere non binario a rinunciare al cambiamento del nome o del genere, avendo già vissuto esperienze che hanno generato ansia e paura. Di conseguenza, questa discriminazione si è ripercossa anche sui dettagli riportati sulle loro carte e all’interno dei sistemi di pagamento.

Clémence Zamora-Cruz, rappresentante di Inter-LGBT, ha affermato: “Inter-LGBT accoglie con favore tutte le azioni che valorizzano il genere e il nome delle persone transgender e di genere non binario. L’iniziativa promossa da Mastercard riflette la volontà di questa comunità, ossia che il riconoscimento del loro genere e del loro nome avvenga solo ed esclusivamente attraverso una semplice dichiarazione basata sull’autodeterminazione. L’impegno di Mastercard è in linea con i principi indicati all’interno del Defenseur des Droits (‘Difensore dei diritti’, un organo sancito dalla Costituzione francese) che dal 2016 chiede alle banche di adattare e prendere in considerazione i nomi di battesimo. Tra le 10 raccomandazioni presentate il 26 giugno 2020 con l’obiettivo di far valere i diritti delle persone transgender, si raccomanda che le istituzioni rispettino l’identità di questi individui accettando di modificare il loro nome e genere ampliando l’elenco delle categorie richieste per la sottoscrizione del contratto. Pertanto, le autorità decisionali europee dovrebbero trarre ispirazione da questa iniziativa per rendere possibile la modifica del nome delle persone transgender in base al principio dell’autodeterminazione attraverso una semplice procedura amministrativa, come stabilito dalla risoluzione 2048 del Consiglio d’Europa”.

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